| RECENSIONE |
Recensione:
The Echos - Trip
Già dal nome della band e dal titolo del disco si può intuire
il tipo di musica suonato da questi ragazzi; un rock anni '70 con forti
richiami psichedelici, hard e progressive. Ma la novità di queste tracce
sta nella freschezza e nell'attualità dei suoni, che si rifanno si agli
anni '70, ma in chiave moderna, sulle tracce del filone indie. Importante è anche il lato melodico
delle song, molto ricercato nei ritornelli, che caratterizza abbastanza
lo stile di questa band. La struttura portante delle song è trascinata
da una chitarra seventies non eccessivamente grezza, da massicci pad
di tastiere e da un organo Hammond che ci ricorda che siamo negli anni
'70 tante volte ce ne fossimo scordati, ma nel complesso le influenze
che si percepiscono in "Trip" sono piuttosto varie. Ad esempio "We will
not" è caratterizzata da uno stile molto hyppie (assolo tipicamente
seventies stile Jethro Tull), che si alterna a momenti proiettati più
sull'hard melodico. "Mondi sconosciuti", "Dea" e "Sei vivo" sono impostate su sonorità piuttosto
attuali, riconducibili al filone rock indie, ma con dei ritornelli onirici che ci portano indietro nel tempo
La strumentale "Lsd" è orientata verso sonorità piuttosto
dark con importanti elementi prog e psichedelici. Con "Anima Lisergica" e "Regina del perché"
tornano gli anni '70 attraverso un energico rythm 'n' blues. "Trip" degli Echos è un CD molto maturo:
i ragazzi dimostrano di avere delle ottime capacità e diverse influenze che riescono ad amalgamare con naturalezza
creando delle composizioni molto valide sia sul piano tecnico che su quello compositivo. Veramente bravi!" Alex Questa recensione è stata letta Copyright 2006-2008 - www.musicunderground.org - All right reserved |