INTERVISTA
Intervista:

1) Avete già spiegato nella biografia il significato del vostro monicker, potreste spiegarlo anche per i lettori dell'intervista?
Igor (voce): Certamente, siamo noi tutti amanti di "Arancia Meccanica" e a tutti piaceva questo suono spigoloso "devocka". È un neologismo, uno slang anglo-russo proposto da Burgees nella sua opera. Devocka è il modo in cui Alex, il drugo, il protagonista dell'opera chiama le ragazze. Alcuni digitano devotchka, altri, come noi, semplicemente devocka, più diretta e meno ampollosa graficamente. L'origine del nostro nome vuol essere, oltre che una scelta semplicemente legata al suono della parola, spigolosa come il nostro sound, anche una sorta di omaggio a Burgees e Kubrick.

2) Con quali motivazioni è nato il progetto Devocka?
Igor: Fare musica come la intendiamo noi, senza vincoli e senza restrizioni di genere, una sorta di dimensione in cui ognuno dei quattro componenti può esprimersi liberamente. Abbiamo poi voluto dare concretezza al progetto occupandoci a 360° di ciò che gli gira attorno.

3) Siete una band alternative rock, con una particolare attitudine punk, ma non disdegnate in alcuni brani un approccio più hard-core. Vi riconoscete in questa prospettiva?
Igor: Sicuramente abbiamo ascoltato in passato parecchio hardcore, quindi non è difficile che qualche reminescenza del genere sia ancora percepibile dal nostro sound. Ultimamente abbiamo un po' abbandonato quel tipo di ascolti senza però disdegnarlo.

4) Voi siete di Ferrara, attualmente come è la scena musicale nella vostra città? Ci sono spazi per suonare, locali, festival, concorsi in cui anche i più giovani e meno importanti artisti possono mettersi in mostra?
Igor: La situazione musicale a Ferrara è molto attiva se consideriamo le dimensioni della città. C'è qualche locale per suonare e qualche situazione (sopratutto estiva) per potersi mettere in mostra. A livello di band locali ci sono tante realtà valide, il problema è che molte non comunicano tra loro, e talvolta ci viene da pensare che non vogliano proprio farlo, il che alla fine può essere una scelta accettabile. Quello che secondo noi manca è una vera collaborazione tra i diversi gruppi. Si perde un po' troppo tempo a criticarsi l'un l'altro invece di unire le forze e darsi una mano. Il problema di fondo è che c'è questa insofferenza sottocutanea che porta a lamentarsi di un ambiente ostile, che per primi alimentano i gruppi. In parte è normale mica si può essere tutti amici, mica mi può piacere tutto di tutti i gruppi, però c'è questo prurito, se suoni in un posto mai uno che ti dica: "perchè non ci vai pure tu?" mettiamola così, ci sono state poche persone che così dal nulla ci hanno dimostrato disponibilità il resto sono chiacchiere. Però bisogna dire anche che in questi anni Ferrara ha messo sul piatto realtà valide, veramente valide, e come recita il proverbio "Non si può fare di tutta l'erba un fascio".

5) Potreste spiegarci in poche parole il significato delle vostre liriche, in un contesto generalizzato?
Igor: Non credo sia possibile generalizzare i nostri testi. Nessun legame particolare tra loro: parlano della società odierna, della natura umana, oppure semplicemente di sentimenti. Li lega forse un periodo ben definito. Alcuni li abbozziamo improvvisamente anche in sala prove, altri hanno gestazioni più lunghe, altri ancora sono "custoditi" in attesa di essere utilizzati. Bonus (Francesco - basso): Diciamo che la musica è bella perché ognuno ci trova la sua dimensione e non ti dice per forza cosa devi fare.

6) Che importanza date alle performance dal vivo?
Igor: Massima, è la dimensione che ci piace maggiormente affrontare. Facciamo un set robusto e la scarica adrenalinica che infonde il palco, a mio avviso, non ha eguali. A differenza di altre band, però, non stiamo a preparare settimane prima il concerto, decidiamo la scaletta sul momento e spesso la cambiamo in corso d'opera nel modo più naturale possibile.

7) Quali sono le maggiori influenze che vi hanno accompagnato nella realizzazione di "Non sento quasi più"?
Igor: Anche in questo caso trovo difficile citare solo alcuni gruppi, per questo ecco un bell'elenco. Santo Niente, Diaframma e Marlene Kuntz sono fra i nostri maggiori ascolti, poi adoriamo Joy Division, Jesus Lizard, Dinosaur Jr, Bauhaus, Wire, Gun Club, Sonic Youth, At The Drive-In, Fugazi, Faith No More, Sebadoh, Girls Vs Boys, Nirvana, Radiohead, Oneida, Swans, Melvins, Suicide, The Beatles, Slint, Talking Heads, insomma un sacco di roba. Tra gli italiani oltre a quelli già citati dico: Area, Afterhours, Fluxus, Six Minute War Madness, De Andrè, CCCP, CSI e Massimo Volume.

8)Cosa volete intendere con la frase "Non sento quasi più"?
Igor: Innanzitutto "Non sento quasi più" è un verso di "Marzo" il secondo brano della tracklist del nostro disco. "Non Sento Quasi Più" è una liberazione! Al giorno d'oggi tutto viene amplificato dai media e qualsiasi notizia appare su TV, radio, telefonini. Il titolo vuole essere una sorta di stop alla realtà, o magari una semplice esclamazione per esorcizzare il nostro suono. Oppure abbiamo semplicemente i timpani rotti?

9) Il video di "Nota Uniforme" mostra immagini di guerra reali, alternate a espressioni disperate e allucinate. Perché avete scelto delle immagini così crude?
Igor: Abbiamo cercato, assieme ad Alex Poltronieri e Davide Ravani che hanno realizzato il videoclip, di comunicare con immagini il testo della canzone. Ossia questa visione apocalittica che si presenta agli occhi di un soldato, che combatte e non pensa al perchè, limitandosi ad eseguire gli ordini. Bonus: Può essere un testo di guerra, nel video sono presenti chiari riferimenti a questa, ma non lo è necessariamente, può essere interpretato come metafora dell'assenza del pensiero, un fare automatico che porta a diventare oggetti qualsiasi, pedine, perdendo l'unicità umana, riempiti di falsi miti, stremate fino a non pensare, che continuano ad andare avanti per spirito di sopravvivenza. Omologazione. O forse no!!!!

10) Andrete in tour per presentare "Non sento quasi più"?
Igor: Certo abbiamo già timbrato la prima tappa a Torino con i Merçe Vivo il 31 ottobre. È stata una serata bellissima, ci siamo proprio divertiti. Le prossime sono: 10 Novembre @ Factory > Pianoro Nuovo (BO) 11 Novembre @ Demos > Camisano Vicentino (VI) 25 Novembre @ Taun > Fidenza (PR) 13 Gennaio @ Cafè Bistrot > Thiene (VI) 27 Gennaio @ Lowenhof > Cadriano (BO) 03 Febbraio @ CSC Centro stabile di Cultura > Schio (VI) 09 Febbario @ Blocco > S. Giovanni Lupatoto (VR) 17 Febbraio @ People on the Rock Festival > San Damaso (MO) 10 Marzo @ Gepo's > Cazzano di Tramigna (VR) In più altre date in via di definizione tra cui il recupero della data al CSOA Pedro di Padova inizialmente prevista per il 2 Dicembre.

11) Buona fortuna per la vostra carriera e complimenti per il disco.
Igor: Grazie mille per l'opportunità, chiudo dicendo di venirci a trovare nei nostri live e magari fate una visita al nostro sito web www.devocka.it che teniamo aggiornatissimo e con tutte le informazioni relative ai concerti.
Grazie a voi e in bocca al lupo per tutto!:)


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