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Recensione:
Arte:sacra - "Musiche per arte sacra - Volume I" Arte:sacra non è una band, ma un progetto solista di Francesco Perdonà, un progetto
molto personale, introspettivo, inquietante, intimistico che trae ispirazione principalmente dai miti classici greci e romani. Il suo è un lavoro delirante,
al limite tra realtà e follia, liriche a volte incomprensibi, che mettono in dubbio la lucidità dell'autore ma che sostanzialmente consacrano
Francesco come un poeta e un narratore moderno, elettrico, alienato, geniale. Il suo lavoro è molto personale e originale, da cui si può
percepire il carattere e l'attitudine artistica dell'autore, impossibile da
etichettare. La melodia non è sicuramente l'arma vincente, ma piuttosto le atmosfere psichedelice ed avanguardistiche e le liriche che nell'insieme
trasportano l'ascoltatore in una dimensione ai limiti dell'alienazione e dell' allucinazione. L'inserimento delle chitarre in alcuni brani danno un tocco di umanità e di realtà
in un contesto totalmente surreale e apocalittico. "Canto per il senso delle cose", "Mozart", "Stabat mater", sono totalmente alienanti,
mentre "Proconsole & decadenza" e "Kawasaki" sono più melodiche e umane grazie all'intervento delle chitarre. In "La città santa" si possono percepire
tracce di folk-jazz sempre nel contesto completamente folle e allucinogeno che caratterizza l'intero album. "Scienza triste" è una marcia che inizialmente apre a
sprazzi di melodia con chitarre pulite ed anche distorte, ma che piano piano affoga nella logica sconvolgente e claustrofobica tipica di "Arte:sacra".
Nel complesso lavoro in cui è intuibile la personalità dell'autore, molto originale e particolare, difficilmente etichettabile. www.musicunderground.org Copyright 2006-2007 - www.musicunderground.org - All right reserved |